14.8.22

Risveglio


Mi piacerebbe essere
quel pensiero sorridente
disteso sulle tue labbra
tra un aggrottare
e uno stiracchiare.

Ricordi

 

Si assembrano
convitati di pietra all’uscio
di una memoria sghemba
ciottoli eburnei
sotto i piedi nudi.

Li faccio ruzzolare
piagato nell’anima
cercando una buca
all’uopo capiente.

Inutile palliativo
presto verrà scossa
la cenere bulimica
e amaro il dileggio
coprirà il vento.

8.8.22

Onda e scoglio


Un giorno ci svegliamo onda
sposiamo vento e rabbia,
scaviamo destini con cucchiai di sale,
ruzzoliamo in maestoso disordine,
padroni della vita e della gioia.

Un altro ci destiamo scoglio,
unti di tenacia sanguinante
ci lasciamo scavare
trincee di dolore
mosaici di cicatrici
ladri di spizzichi di sole.

Il versarsi di provvida bonaccia
è l’ansa del poeta
che libera gabbiani
a sorvegliare le maree
e i flussi del tempo che geme.

Cosa sono i poeti


In fondo i poeti sono
fagocitatori di pause
nell’andirivieni statico
dei metrò incolonnati.

Essi radioascoltano
piccoli quark
nello spazio profondo
dove scorgono firmamenti
sotto le suole slabbrate
di un barbone disilluso.

I poeti mordono
il veleno dei pazzi,
sono altalene gioiose
e sottomarini di piombo
hanno i denti guasti
a furia d’ingoiare stelle.

I poeti servono a poco,
tuttalpiù a divertire:
saltimbanchi di parole
in un mondo di geni
e genuflessi.

2.8.22

Evasione


Pensavano di averti chiusa
per sempre,
nello stanzino rancido
dei remissivi, dei piegati
degli additati.

Non sapevano
che sotto la maglia,
all’altezza del cuore
avevi nascosto
la chiave della poesia.

La resa del sole


Al tramonto
l’orgoglio del giorno
reclina il capo
dove si pone
una corona di colori.

Lenta soccombe
la superbia del sole
che si siede all’ascolto
delle poesie d’amore
inventate dalla luna.

28.7.22

Sulla cima del gelso


Il passo lento della notte
accavalla le gambe alla luna
e si distende nel brusio dei grilli.
La cintura dell’orizzonte
è una selva di lucciole.
La musica mi porta le tue mani
sei molto lontana
centimetri di desiderio
ma ti vedo sulla cima del gelso
ridi e spacchi la notte.

Le tue profondità


I tuoi occhi
confetti ambrati
trattenevano invasi
di lacrime resistenti.

Raccolsi quelle stille
cosmica rugiada
inanellai perle
di nudo fulgore

sul mio cuore
in fila le posai
così conobbi di te
le recondite stimmate
e la tua profondità
da vellicare per sempre.

Morbidi atterraggi


Il bacio
partirà dalle mie labbra
aeroporto di Mistral
decollando
su righe d’argento
tracciate nel succo di te

volerà su rotte intonse
cavalcando cirri
penetrando nembi
e ti chiederà permesso
d’atterrare morbido
tra dune e promontori
nella valle del tuo splendore.

Controvento


Controvento
è la direzione ostica
che sbreccia palmi,
divora tendini,
macera e ustiona,
poi affranca dentro,
premia i tuoi passi,
unguenta l’anima
e alla fine
ritrovi quel te stesso
nel mondo d’altrove
dove sapevi di essere.


Il gioco del mattino


Il mio gioco del mattino
arruffare la tua anima spettinata,
struccandoti di baci,
attendere voglioso
che il tuo sorriso
mi accenda il mondo.

22.7.22

L’ultima parola


Il poeta
s’innamora follemente
di una parola
pensando che sia l’ultima
ma poi
rivoltando le tasche
bucate dal dolore
ne trova un’altra
incastrata sul cuore.

19.7.22

Due rondini




Le sentivo già
sotto la copertina urlare
parole scorticate
ruvide di sangue rappreso
polpa viva
rabbia ed aria pura
notti di mille soli.

Ho racchiuso in me
questo inesploso dolore
volevo mi scoppiasse dentro
e sanguinare insieme con te,
correnti di un solo plasma.

E poi un sorprendente volo
sulle terre senza confine
dove tutto ha un colore
un suono di foglie
un canto di rose
un frenetico riaffacciarsi
al balcone della bellezza.

Mi hai così portato in viaggio
anima bambina
sulla giostra dei coriandoli
riportandomi indietro
nel tempo del non ricordo
quando c’eravamo già
con l’invisibilità dei corpi
e la materialità dei destini.

È pallido ora il cielo
mentre poso la valigia
e invidio due rondini
che continuano a giocare.

Pantofole



Quando il sogno mi parla
delle tue pantofole
smarrite sotto il letto
tornerei volentieri
a riscoprire il motivo
della tua distrazione.

L’orsacchiotto


Tra un verso e l’altro
piccolo piccolo
si nascondeva
il tuo orsacchiotto di pezza.

Non era da mostrare a tutti
ma solo a chi
era in grado
di portarlo con te
sotto ad un cuscino di stelle.

Priorità


Stasera
non ho foto della luna.
L’ho spostata
per lasciar passare il tuo viso.



La Loggia di Pilato


L’ora del silenzio
umetta l’aria d’attesa.
Lo sguardo si perde
assorto lontano
verso la Città Bianca,
e gioca con le curve
affusolate tra marina e colli.

Pare salire ai sensi
l’arroganza salmastra
e il coro triste dei gabbiani.

Una sirena ferisce la pianura
e zittisce per un pò
il mormorio della pace.

Mia amata rocca
placido fervore
del mio poetare vago:
sei vestita di luna e vento,
anima assiderata
ciglia di celeste malinconia.

Siedo sul tuo grembo
atavico dissidio
ruggine di un tempo
sporcato dal dubbio.

Infine mi sciolgo
fissando l’amore
che si scambiano
cielo e mare
toccandosi la fronte
nel giorno che muore.



14.7.22

Anime fuse


Con sussiego
scostiamo l’uscio
di un delicato sentire
vellicando tasti
armonici sfiori
che creano armonie
congiunzioni metodiche
che plasmano corpi
su anime già fuse.

Luna spenta


Sei l’eclisse
di una luna spenta
prima del sorgere.

Con le mani affannate
cerco di separare
le nuvole dal buio.

Ci sei - nel tutto -
e non volgo lo sguardo altrove.

11.7.22

Iperspazio di poesia


Sei ansa primordiale
dove sbuco incredulo
girovago di vuoti

sei vampa di peccato
scudiscio di tremori
bevo alle tue labbra
irrorate di sorrisi

amore mio
iperspazio di poesia
morirò nel tuo guscio
incastonato per sempre.

9.7.22

Il mio temporale


Assatanate e grondanti
ganasce di cielo perfido
alzano un sipario ciottoloso.

Burberi tuffi di nuvole
assecondano giochi di lampi
che stritolano il sole prono.

Tossicchia l’anima:
dalla baraonda di sensi
solo la tua luce è nuda.

8.7.22

Gocce


Quei puntini sulla tua finestra
erano gocce di pioggia
le fissavi
e le hai trasformate in diamanti.

Occhi


I tuoi occhi
frammenti di cielo
arrampicati sul tetto
della mia solitudine.

A casa



Quando la guardi
e non trovi differenza
tra spirito e corpo
tra arte e bellezza
tra fantasia e realtà
e faresti l’amore
con la sua libertà…

…allora fermati
sei a casa.

5.7.22

Siccità


Siccità.
Arsura.
Secchezza.
Sete.
Fauci spalancate
di un tempo esangue.
Inaridite passioni
di anime barcollanti.
Cavità crepate.
Bombe di sole malato.
Talloni bruciati.
Umanità desertificata.
Indistruttibili castelli
di sabbia avvelenata.

Ci dirigiamo spediti
in Alta Uniforme
a completare il cast
di una comica micidiale.

4.7.22

Vieni *


Vieni
a passeggiare sul mio cuore
riversami tramonti
agganciami alle tue ali
fammi respirare
la brezza umida del mare
sublime commistione
al tuo sapore d’alga.

Vieni
a tenermi per mano
portami dove l’alba
ha separato i continenti
dove la luna
ha illuminato i tuoi occhi
dove danza la tua anima
tra gli anelli di Saturno.

Vieni
a rapirmi di carezze
a spiegarmi l’algebra
dell’amore universale
quello che piega gli equinozi
e compone - primordiale -
la colonna sonora delle maree.

Vieni
e trascinami con te
rotolando fra i girasoli
ubriacati dalla poesia
genuflessi al tuo passaggio
meraviglioso incidente
sulla strada della vita.

* Ispirata dalla hit di Ultimo: Vieni nel mio cuore

Il trenino colorato


Fermo
sulla mia stazione
arroccata sui monti
ho caricato
pacchetti di parole
su di un trenino
che viaggia
su binari di cielo.

Affàcciati
al fischio della locomotiva
vagoni colorati
riverseranno baci
contaminati d’alba.

Doni del mattino


Il mattino
mi invia bocconi di cielo
baci di nuvole
stralci e ghirigori
scrupolosi ricami
da infiorare rapito
sulle tue nudità
distese sul mare.

26.6.22

Ti scriverei


Ti scriverei una poesia
ogni volta che ti guardo
ma non sono capace:
le parole fuggono via
sui verdi pendii dei tuoi occhi
e io le rincorro
ma si nascondono
tra gli sbuffi dorati dei tuoi capelli

ma io tenace le cerco ancora
forse navigano
tra gli scherzi rossi delle tue labbra.

Non so, credo di arrendermi,
ma forse sbaglio strada.

La poesia va a cercare l’anima
che non è traguardo di tutti.

Ci sarà un poeta
che le troverà custodite
invisibili agli occhi
diamanti grezzi
scintille di meraviglia
voli di gabbiani
per mettere in versi
le tue particelle di sogno.

25.6.22

Un pò meno poeta


Vorrei essere un pò meno poeta
e più metalmeccanico
con i polmoni laminati d’acciaio
per sopportare il tanfo del Capitale
specchiarmi ogni mattina nell’altoforno
ma quanto è bello il sudore operaio!

Vorrei essere un pò meno poeta
e più contadino
con i palmi spaccati di sole
in amore con la madre terra
sentirmi dio che sparge vita
sale di frumento e furore antico.

Vorrei essere un pò meno poeta
e più falegname
avere il dono della resurrezione
delle inerti piccole cose sorridenti
intagliare anime levigate
poggiate sulle gambe dei ricordi.

Vorrei essere un pò meno poeta
e più pescatore
fondatore della città
con il cuore salpato al largo
l’ancora salda sulle radici
e le reti trascinate nella Storia.

Vorrei essere un pò di tutto questo
perché poi il poeta
dal suo cantuccio
si sporchi le mani di genio
per aver toccato
la vita dell’umanità che lotta.


23.6.22

Delfini (2)


Permetti amore?
Voglio ballare con te
gola su gola,
massaggiami di onde,
schizzami di sole,
issami la gioia sulla pinna,
scuotimi su guanciali di vento,
travolgimi di arcobaleni
siamo schegge di follia
capriole d’azzurro
sull’immenso letto del mare.

21.6.22

Spicchi di sole


Ti diverte
sorgere alle mie spalle
con due spicchi di sole coricati
sul mare degli occhi:

sai bene che
morirò dalla voglia
di assaggiare
il tuo sapore di luce.

Cos’è la poesia


Stasera una bimba
mi ha chiesto
cosa fosse la poesia.

Le ho risposto
che la poesia
è quando
il tuo orsacchiotto
piange per essere
portato nel tuo letto
e tu inventi una storia
che finisce
con la promessa di
non lasciarvi mai più.

La sostanza di noi


Se siamo fatti
della stessa sostanza dei sogni
vorrei vivere per sempre
nel sogno di te

e pensare allora
che potremmo essere fatti
della stessa sostanza
dei sassi e del mare.

18.6.22

Sorprese


Le tue sorprese 
camminano scalze
in punta di baci.

Fingo di spaventarmi
perché tu possa ridere
e annegarmi nella tua bocca.

Poi mi sciogli la cravatta
e insieme il cuore
siamo un solo fiato
vestito di pelle.

17.6.22

Sfiorarsi


Sfiorarsi…
quei dolci preliminari
della risacca sulla battigia
il delicato solletico
del sole sulle fronde
l’estatico tocco
della farfalla sugli stami

e i miei curiosi polpastrelli
a percorrere la tua schiena.

16.6.22

Luna di fragola


Mi rannicchio in te
tana luminosa,
ordigno d’amore,
creatrice d’orizzonti

continui ad affabularmi
vita ancestrale di passioni,
a separarmi come mare
per attraversarmi dentro.

Nel silenzio di tanta folla
il mio unico rumore sei tu.

14.6.22

I poeti


I poeti
sono come mendicanti ciechi.
Le briciole che raccolgono
diventano lenti
per osservare l’infinito.

Sinfonie


Intono sinfonie
sull’inedito spartito
del tuo corpo nudo
dove poso versi
pigmentati d’immenso.

13.6.22

Il mito di Leucotea


Il mare
amniotica culla
alfa ed omega
liquida aferesi d’amare
viluppo sensuale
osmosi d’anime

porgimi l’onda
per tornare fanciullo.


12.6.22

Sogno di foglia

 


Mi piace
immaginarmi foglia
che il vento di Maestro
conduca in voltolanti giochi.

Odorosi fruscii di terra
calibrati e roteanti tuffi
dalla valle al mare
sosterò un attimo di sole
innamorato del tuo balcone

per poi perdermi
inebriato di gabbiani
ammaliato di delfini.

Febbre di te


Oggi mi scotta
la fronte dell’anima
sei tu la mia febbre
e non ho rimedi.
Nascondo il termometro
tra le bende
di una poesia ghiacciata.

10.6.22

Schiena nuda


Il maestrale
soffia via l’estate
dalla tua schiena nuda.

Ed io che ti respiro
a pieni polmoni.

La felicità


Ricordo bene
quando m’è scappata di mano:
non mi ero neanche accorto
che si era addormentata
con il capino posato sulla spalla.

È facile abituarsi
alla sua presenza
negli occhi, nei gesti
nelle corse verso il mare.

Sei oltre, il tempo scivola,
hai un pass per l’immortalità
il tuo sogno è lì, puoi toccarlo
e ballarci stretto, hai il restart.

Non ti chiedi più dove sia
non ne hai necessità
sei immerso e la respiri:
non c’è domani
c’è solo e sempre il sempre.

Poi un giorno ti scappa di mano
e il concetto torna a tuonare
ti affonda la lama nell’anima
e pensi di morire.

Ma tu sei un poeta
e impari a morire spesso:
lei è scappata via
e ogni volta che credi
di riacciuffarla ti uccide.

Ci sarò


Si io ci sarò.
Dove si formano gli uragani
dove vanno a cantare le balene
e si truccano le farfalle
sarò lì e mi cercherai le mani.

Ci sarò
in forma di rugiada
vestito di tramonti
sgusciando dalle nuvole,
sarò lì e bacerò le tue paure.

Mi hai donato
una sfera luminosa
con dentro la tua anima
che dondola e sorride:
ti porto con me
a volare sul mare.

Siamo monadi giocose
non abbiamo forma
né dimensione
abitiamo spazi paralleli
penetriamo alveoli divini.

Il tempo è un’invenzione
lo prendiamo a pallonate
siamo eterni e verticali
io e te - stelle nane -
esplodiamo d’amore.

7.6.22

L’amore al tramonto


Mentre il sole cade nel mare
si svolge
la meravigliosa storia d’amore
tra le onde
e le tue rive assetate.









5.6.22

Incontri di meraviglia


Stasera
mi sono truccata
di spazio infinito
e indosso una guepiere
di pizzo nero
intorno alle mie
curve luminose:
ho un appuntamento
con la meraviglia.

Foto di Samantha Cristoforetti:
La luna che incontra l’alba.

Appartenere


Appartenere
è verbo diverso da possedere.

Appartieni a qualcuno
senza essere posseduto.

Appartieni
ai suoi armonici battiti
alle sue cerniere spirituali

appartieni
al suo globo roteante
intorno ai tuoi pensieri

appartieni
alla sua follia
alle sue pulsioni
al gioco dei contrari
all’inversione dei ruoli

appartieni
al suo angolo d’infinito
dove rotolano le galassie
e dal big bang
espande maestoso
il ventaglio della tua anima.

4.6.22

Ti incontrerò *

 


Ti incontrerò un giorno
con la vita affondata
nei jeans sdruciti
e le mani nelle tasche
dei sogni di cristallo.

Ti farò un occhiolino
- solo uno -
perché l’altro
sarà occupato dal pianto.

Ti vedrò piegare
gli angoli della bocca
spaesata di sole
umida di ricordi.

Ma avrò la mia chitarra
e gli accordi della nostra canzone
stampati sulla fronte del tempo.

Canta con me amore
il rotolo dei giorni persi
il ritornello delle fate
le promesse vestite di cielo
le mani che si cercano ovunque.

Canta con me
che in ginocchio sollevo la luna
e te la dono ad ogni sorriso
teniamoci per gli occhi
teniamoci stretti d’incanto.

Canta con me
per non perderci mai più
per vivere per sempre
cucendo baci sulle stelle.

* Ispirata dal film “A star is born”

2.6.22

Formule incomprensibili


A capo chino
davanti alla lavagna
degli incontri improbabili
fisso inebetito
contorte formule algebriche
dal risultato pari a zero.

Zero tondo
zero neutro
zero crudo
zero per poi contare
quanti passi
mi portano da te.

Ma mi perdo
nei numeri negativi
scarabocchio frazioni
particelle impazzite
che non faranno mai
un intero di due.

Ho difficoltà di apprendimento,
interfaccio malamente,
rispondo a strofe,
balbetto ossimori,
mentre la storia
pretende risoluzioni,
dimostrazioni di teoremi,
concatenazioni logiche.

Il mio amore è dislessico.