25.12.22

Natale 2022


Amare non è solo
una cassetta della posta
con un nome e un indirizzo.
Non è solo lo sfrigolio
di affamate endorfine,
il logorio quotidiano
tra meccaniche celesti
e sublimi banalità.

Amare è ascolto,
respiro, visione,
profondità.

Amare è prescindere,
sollevarsi da sè,
lasciare in stand by
la propria aura
per esplorare i contorni.

Si scoprirà che
la tua presunta opacità
è splendore
nel buio del mondo,
sofferente e solo.

Sei ricco
a tua drammatica insaputa.

Tanto ricco
da poter spendere
immense fortune
nel rivolgere
sguardo e condivisione
a chi vive ai margini
di un Natale bombardato.



24.12.22

Cuore sbagliato

 


Chissà come batte
un cuore sordo,
barricato, pantofolaio
che procede bolso
raspando grumi d’avidità.

Chissà come pulsa
un cuore sotterraneo
tra cavità d’ego morbose
calcificazioni viscerali
e smodate indifferenze.

Ma di che si nutre
un cuore pedestre
tra banchetti di noia
meeting e summit
briefing e conference.

A volte vorrei trapiantarmi
un cuore ignaro a sè
per riposare il mio
evaso dal sistema
nudo alle intemperie
carico residuale.


Ho imparato a disegnare il cielo


Da bambino guardavo il cielo
e il cielo guardava me
ma non lo sapevo disegnare.

Irrisolti restavano
quei sentieri
che cadevano nel buio.

Che confusione
quei fiammiferi negli occhi
quando a bocca aperta
sui sedili anteriori della notte
appannavo i vetri di dubbi.

Ho poi dimenticato
per troppo tempo
il colore e la voce delle stelle
e mio padre mi chiamava
cercandomi invano
fra divani e sconfitte.

Ma poi un giorno
mi regalò un giocattolo
potente come un cannocchiale
che spalancò le volte
e finalmente
tracciai le linee giuste
a formare la mia costellazione.

Ero risolto ma non durò molto:
mi cadde quella lente prodigiosa.

Ora so disegnare il cielo
anche se non lo vedo
perché ogni giorno
ne invento uno nuovo.

La notte delle falene


L’amore si fa carne e sale
unghie torride di vento
brace di sudori
pane e culla primordiali
solo e soltanto
quando le anime
si cantano poesie
nell’eterna notte delle falene.

Il cappotto


Un uomo cammina col suo cappotto.
Un uomo e il suo cappotto camminano.
Un uomo è il suo cappotto.
Un uomo è solo col suo cappotto.
Il cappotto e l’uomo sono soli
e camminano tenendosi addosso
fino alla morte della strada.

12.12.22

L’adagio della sera


Nel desistere dei cobalti
la notte si farà luna
ed io sarò in te
con il murmure
del fiume che si fa mare.

Frammenti statuari


Raccoglierò ogni tuo pezzo
per scolpirti di sogno
ti farò statua
anima frantumata
di carne furente
il mio nulla e il tuo niente
qualcosa più di tutto
essenza di stelle.

Alzare il capo


Il tuo sguardo reclinato
ha mani a coppa
per raccogliere amore
ma celi il tuo profilo
dietro angoli senzienti:
non brillerai mai più
nei cieli di chi guarda in basso.

Anima invischiata


Anima invischiata,
impaludata, inaridita
sarò il vento salvifico
insinuantesi scrupoloso
carezzevole e prodigo
tra fessure anelanti
tra parole prigioniere
stura di catarsi.

Socchiudi le ante
impolverate di gelo
al mio bussare:
porterò con me il sole
usciremo insieme
a rotolarci nel mattino.

Abbandono


Riposa.
Rughe di legno offeso
stimmate di un amplesso
di venti e acque ingrati.

Ferma e solenne
con la traccia
di un polso millenario
cascante dai bordi
labbra riconoscenti
del tuo ultimo amante.

Dicembre


Resta blindato nella vertigine
dei vascelli naufragati,
tempesta della memoria,
canti stonati,
lettere vergate di mestizia,
barcollanti vuoti di senso,
stragi di speranze,
assenze,
piaghe,
argini di silenzio,
bimbi in braccio al mare,
e qualcosa di tenero
che mi urla dentro
e mi dice di uscire
e respirare sorrisi.

Rinascite


Un giorno ti sei alzata
per scrollarti di dosso
parole acuminate
che rigavano la schiena
ecchimosi non suturabili
respiri di muffa
fuliggine di dolore.

Fragile manichino
ti sei afferrata nei gorghi
a una roccia aguzza
nel crudo fiume
del cimitero delle ali
obitorio dei sogni.

Poi la brezza sulle mani
ha disegnato vita
su carta e corde
era la te raggomitolata
gonfia d’amore e sole
onda felice di schiuma.

Ora non cerchi più appigli
vai dolce sirena
vai a ridestare sensi
a tinteggiare crepuscoli
lasciami guardarti incantato
pendere dalle tue labbra di sogno.

22.11.22

Per la piccola Sofia Sportelli


C’erano bandiere
e cravatte
c’erano tacchi
e medaglie
c’erano quaderni
e campanelle

c’era persino un crocifisso
che penzolava
da una parete di banalità.

Era tutto perfettamente in ordine.

Solo, per terra,
stonava
una bambola rotta.

21.11.22

Sei bella


Sei bella
di ferite aperte
e suture di sogni
di cristalli di pianto
e risa nello stomaco

sei bella
di fólgore e liquirizia
di polline e graffi
di sabbia chiara
e nude conchiglie

sei bella
quando voli scalza
rubando arcobaleni
da cucirti addosso

sei bella di nascosto
ma io ti so scovare
sei bella nel profondo
ma io ti riporto al sole.

Sei bella in segreto
e non lo dirò a nessuno
se si esclude l’universo.

La percezione del tempo


M’innamorai di te
quando mi ribaltatasti
la percezione del tempo
piantando un picchetto d’eterno
lì dove il tuo fiume
si fece mio mare.


13.11.22

A te


A te che mi curvi la luce
artiglio di stelle cadenti
diagramma esponenziale
del mio bailamme emotivo

disegnerò fontane di zaffiri
con le tue lacrime bollenti
stenderò tappeti di ginestre
sotto le tue danze tribali
farò talismani dei tuoi boccoli

bacerò gli orli dei tuoi silenzi
scalerò la schiena delle tue paure
flirtando con i millimetri
drogandomi di epidermide
fraseggiando di stupide follie

in te
dentro te
fuso in te
chiuso a chiave
in un sogno di donna.

Fango


Chiese sconsacrate
le mie scarpe
sporche di fango
mi affaccio
alle tue sopracciglia
aperte sull’orlo della notte
falene tristi
confabulanti
mentre l’essenza virtuosa
del tuo corpo
si fa sostanza
mi contorce il cuore.

5.11.22

Novembre

Novembre ha un alito cattivo
è ineducato nel suo andare
sporca le mani di tristezza
ti presenta il conto
mugola.

Cerco di blandirlo
di prenderlo sottobraccio
“dai su sono già cupo di mio
- siamo soci - in fondo.”

Ma novembre
ha una cadenza funerea
borbotta anatemi
ha veleno in saccoccia
passeggia sulle paure
fischietta.

Novembre ha un cancellino
che rotea spietato
sulla lavagna dell’estate
e ti convince ineluttabile
che sei solo un residuo
di un’illusione periodica.

Novembre ha il sapore
di quel giorno malato
quando Dio spense la luce
su di un amore mai esistito
assicurandosi che nessuno
avesse conservato
le chiavi dell’alba.

Onde affiancate






Fummo solo
onde affiancate
in un tramonto
rubato al destino
per un gioco
perverso di correnti

tossiche turbolenze
che l’oceano
pensò bene
d’infrangere per sempre.

Miracoli




Non esiste
una giornata qualunque
dietro la porta
della nostra casa
c’è un convegno di miracoli.

Abbiamo perso
l’allenamento alla bellezza
che ci saluta e ci riconosce
ma noi non ci badiamo.

I fiori nelle aiuole
i cagnolini infreddoliti
i bastoni con i nonni
appesi alla saggezza
dei proverbi e dei dialetti:
tutto ci cammina accanto
in meravigliosi sottobraccio.

Ci occorre
la rivoluzione della semplicità
che riporti
il cappello della gentilezza
sulla testa del mondo.