15.7.20

Conchiglie


Siamo
due conchiglie
frastornate
dal rumore cupo
di un mare ingrato
sbattute
dai calci del destino
incredule rassegnate
fino al miracolo
di ritrovarci avvinte
nude schiumose
a palparci l’anima.

La maschera


Alfine
la maschera
si è sciolta
s’intravede irridente
il colore dell’inganno.

Finto
il decollo,
azzoppato
il volo
ancor più mediocre
l’atterraggio.

Confusa
anonima
vuota
meccanica routine

invano imprimerai
orme banali
prona innanzi
a totem di carne.

Nonostante



Il sole bussa
alla finestra della mia isola
mi ricorda costante
il fulgore assurdo
di questa vita che scorre
nonostante

le mie mani rincorrono
una carezza sfuggita
tra le maglie del cuore
perché dolce è il rumore
di questa vita che scorre
nonostante

anche oggi la mia corsa
col sogno in mano
con la testa nel blu
perché forte è il colore
di questa vita che scorre
nonostante.

9.7.20

Vento di glicine


Ti ho sentito 
respirare vento di glicine
mentre trascinavo
il mio fardello di rovi

eri dietro un angolo di sole
appollaiata su versi di smeraldo
sussurrati ad un soffitto di stelle

era il mio linguaggio
disegnato sui sentieri del cuore
che sentii di comprendere
prima che fosse pensato
prima che nascesse sulla luna.

Ero a terra avvinghiato
al mio immane fardello
lo hai sollevato come piuma
e scagliato lontano
in un giardino di aranci.

Mi hai detto “alzati, corriamo
non mi fermerò ma la mia scia
ti porterà lontano
nella foresta delle Fate
sotto le cascate dei Desideri”.

Sto viaggiando nel mistero
prima o poi ti troverò
e bagneremo le guance
con l’essenza dei sogni.

7.7.20

L'eterno ritorno

Nell’arido trascorrere 
di meriggi aggrumati
di sole reclino
da lungi insinuato
tra innocue vacuità
ti affacci impertinente
ninfa dei miei boschi
eccentrica fata
fulgente sciamana
senza scampo
mi possiedi inerme
e mi sbriciolo in te.

Resta ancora
deflagrami dentro
srotola il mio supplizio
calpesta la mia noia
leggimi la fiaba
del nostro eterno ritrovarci.

Tramonto da me


Quando negli estivi crepuscoli 
il sole sanguina cadente
mi reco lì dove il dolore
si mesce d’azzurro sconfitto
mi chino col rosso
aguzzo l’udito
se, al caso,
l’immenso infinito della notte
alfine mi darà retta
rivelando il mistero
del tuo tramonto da me.

Ho inciampato sulla tua anima


Ho inciampato 
sulla tua anima
calpestando un sogno
i tuoi frammenti
sotto un terreno brullo

le mie lacrime costanti
le tue esili radici
il tuo fiorire
indifferente al mio pianto.

Offrirmi al volo
nuovamente
in un cielo di passione
smentire l’acido sapore
dell’incolore assuefazione

che sia l’impossibile
la mia azzurra mèta
incontriamoci lassù
dove fanno l’amore
gli angeli.

L'ombra di te


L’aria 
rassodata da frange
rubino screziato d’avorio
contiene refoli di te
resilienti tenaci
aggrappati ad uno sbavo
di tempo soffuso

l’ombra di te
emerge dal cerchio
paludato dove stremato
argino il dolore.

Ho la proiezione
del tuo volto
sul soffitto dorato
del mio tempo vuoto
accarezzo i tuoi capelli
brivido divino

non sei mai andata via
popoli le mie notti
canti le serenate
del mio perenne inverno

bacio la tua ombra
mia unica scialuppa
nel naufragio della vita.

Esiste un luogo

Esiste un luogo
dove il polline
dei miei pensieri
si accoccola esausto
sparge onde
ubriache di nettare
intinge armonici colori
dalla sensuale tavolozza
della tua anima nuda.

Nelle notti acide
dove sudore e lacrime
miscelate di grigiore
premono sul torace asperso 
scavando fosse d’ansia

non mi rassegno al buio
voglio incendiarmi ancora
ardere di piombo fuso
squarciare le vene
donare passione e piacere
fino all’ultimo sussulto.

Lascio scorrere


Lascio scorrere 
 - indolente alchimia -
la freschezza
della tua fonte di sole
quando mi cerchi
dietro l’angolo della tristezza
con la delicatezza
di un volo di farfalla
quando mi pensi
(se mi pensi)
iniettando nettare vitale
nei miei sensi sfocati.

In circolo
prigionieri di amorfi
ghirigori
i miei pensieri
estenuati giacciono
intorno ad un’assenza:
mi manca il tuo battito di ciglia
il tuo indice sul tasto del cuore
il tuo leggermi sottovoce.

Decollo e rendez-vous


Manca poco 
il countdown scandisce
posticce pause di suspense
nell’aria trucioli di benzene
cenere di vento

ecco sibili di scintilla
rombo di turbine
ruggito di presunzione
punto l’azzurro

mi slancio imponente
un tuffo nel mistero
un aggancio di follia
navicella di speranze

seguimi se vuoi
compagna interstellare
dammi la mano
tracciamo orbite sognanti
diamanti purissimi
brilleremo in eterno.

Una donna sa


Una donna sa 
come tenerti appeso
ad un filo di rosa

come innalzarti
e rotolarti
giostra di vertigini

come prenderti in sella
al galoppo
verso il paradiso

come alzare una corazza
alle ingiurie del volgo

come brillare sublime
stella polare.

4.7.20

Assetato di luce

Attendo
lo sfiorarmi di luna
più in alto del gemito
che dal basso ghermisce

osservo
la danza delle stelle
il bacio dei pianeti
incollati all’iride

assorbo
salvifiche vibrazioni
pronto al balzo
assetato di luce.

Formicolar di sogni

Viviamo
arrotolati a un senso
logoro scontato
trascinando ciarpame
che ci sbreccia la schiena
inseguendo miraggi
beffarde trottole.

Ma quel lontano scintillio
(forse) è solo formicolar di sogni
ma ci riporta a galla
gonfia aneliti di candore puro
e ci racconta un nuovo giorno.

Dirupi d'amore


Lenti
emaciati
inciampando
roggie di lacrime
raschiando
rantoli di sogno
tuttavia
restiamo
tutt’uno con la vita
le braccia sospese
su dirupi d’amore
pronti
a precipitare
in folli desideri.

La sera del poeta


La sera
attraverso un ponte di stelle
sostenuto da filari di comete
oltrepasso la linea dei poli
scavalco i crateri lunari
danzo fra gli anelli di Saturno
perché il poeta
non ha gravità
fardelli o bagagli
ha il cuore sempre in viaggio
sulla rotta del sogno.

L'incrocio di due fiammelle


Un giorno
incendiasti la via
dei miei insipidi passi
eri luce ovunque
passeggiavo nella tua scia.

Poi ti spegnesti
candela incappucciata
e mi travolse il buio.

Ho attraversato le sponde
in un ghiaccio mattino
valigia colma
di tesori incartati.

Ora cerco un’anima
all’incrocio di due fiammelle
la chiave del mio destino
affidata al Maestrale
soffiata tra valli e cascate.

Chi la raccoglierà
libererà il mio spirito
accasciato fra le dune
offrendosi alla mia tenerezza
cibandosi della mia passione.

Due labbra


Due labbra
che s’incontrano
ad un incrocio di stelle

due curve di pelle
che volano
e ballano allacciate

due avidità di sogno
che salutano il tempo
e viaggiano per sempre.

Please forgive me (*)


Mi hai incontrato in volo
ci siamo bloccati in aria
ci siamo annusati
abbiamo volteggiato
intorno ai nostri nidi
soffiato sulle nostre paure

“please forgive me”

poi le nostre ali
si sono intrecciate
io non sapevo di averle
tu non sapevi usarle
abbiamo fatto girotondi
stupiti da tanto cielo

“please forgive me”

e il mare il sole le stelle
e tutte le altre anime volanti
hanno preso a cantare
e viaggiavamo rotolando
inciampando negli arcobaleni

“please forgive me”

perché mi hai lasciato la mano?
perché ti ho mollato il cuore?
attenta precipitiamo!
ma il mio sogno è restato lassù
inchiodato tra cornici di nuvole

“please forgive me”

ho perso il tuo punto d’impatto
sorvolo i tuoi pensieri
accetto i tuoi rimbrotti
il mio sogno è restato lassù
incrostato tra rami di nuvole

“please forgive me”
“please forgive me”

il mio eterno ritornello.

(*) cit. Bryan Adams

L'irrompere del Diavolo


Porterò
ancora le mie spalle
ad anchilosare la notte
sfregia di stimmate
monca d’argine al desiderio

cingerò
di coltelli acuminati
la cintura del supplizio
e mi specchierò di sangue
colato in ordine seriale

verserò olio incandescente
sulle vesciche del passato

questo passato che non passa

sdraiato su odio salottiero
azzoppato da fughe verticali

questo passato che fuma menzogna.